Persone

Navigare a vista

Ecco ci siamo. Inizia la corsa alla riapertura dei capannoni.

Ti tirano per la giacchetta: “Ingegnere senta qua, ingegnere vada là, ingegnere guardi su”. E’ un continuo. E tu che fai? Vai e ti trovi lì dentro al capannone a guardare le colonne e le travi spesso senza un disegno in mano.

Ti senti un po’ una fattucchiera con la sfera di cristallo.

Ti chiedono: “Vero che sta su?”. E tu cosa gli dici? Di sì? Di no? Gli dici “Vediamo un attimino….”.

E la legge non aiuta. Perché nell’emergenza non è importante se sta su davvero ma se potenzialmente sta su. La nostra beneamata legge adesso non ti chiede di fare calcoli ma solo di vedere con i tuoi occhi se ci sono collegamenti tra i pezzi della struttura e tra questi e le scaffalature perché possano non ribaltarsi.

Non è importante se il collegamento è sufficiente. Adesso è solo importante che ci sia. Ma ha un senso?

Ma è possibile tanta leggerezza? Ma chi può prendersi una responsabilità così enorme?

Un domani quel tale ingegnere che ha visto che tutto c’era potrà giustificarsi davanti a un crollo sostenendo che doveva solo vedere senza calcolare?

E la nostra responsabilità davanti alle persone che usano quei capannoni? E gli ordini professionali hanno una posizione? Di che tipo?

Io non riesco a rispondere a queste domande. Dico solo che un vero tecnico non può affidarsi alla vista.

Deve affidarsi alla penna.

Discussione

8 pensieri su “Navigare a vista

  1. Sfogo eh?!

    Ed in giro s’e’ scatenato l’ingegner spinotto.
    Modifichera’ tutti i periodi propri.
    Anche di quello che e’ stato su.
    Soprattutto, di quello che e’ stato su.

    Pubblicato da POA | 21/06/2012, 21:52
    • Uno sfoghetto ogni tanto ci sta.
      Aggiungo che si trasformeranno tutti in esperti strutturisti con un corso di 2 ore sul ripristino dei capannoni…

      Pubblicato da ingtorri | 22/06/2012, 08:58
  2. Si vede che siamo in Italia….. Basta pensare che a capo dell’ INGV hanno messo un professore di educazione fisica… mi chiedo, come la maggior parte di noi: e la Certificazione delle competenze? e la Qualità del lavoro? ma sopratutto, che fine ha fatto LA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE? eh, già…… navighiamo a vista, e senza occhiali nè binocoli, con delle cataratte croniche che non vogliamo e non possiamo curare.

    Pubblicato da Pierpaolo | 23/06/2012, 10:58
    • C’è confusione. Gli ingegneri x primi non sanno che pesci pigliare. Io dico che senza un calcolo non si deve rilasciare nessun tipo di agibilità nemmeno se provvisoria. E poi si inizia a vedere una certa contrapposizione tra prefabbricatori e progettisti. Della serie: tutti contro tutti. Un disastro.

      Pubblicato da ingtorri | 23/06/2012, 11:51
  3. Anche a Brescia dopo il sisma del 2004 gli scenari non furono diversi e nemmeno all’Aquila dove ancora oggi ci si raccapezza poco, la nostra società si occupa solo delle di applicare consolidamenti strutturali sulla base di progetti esecutivi eseguiti dai vari strutturisti. In tanti anni di lavori eseguiti abbiamo collaborato con grandi improvvisatori i quali spesso nel panico hanno richiesto la nostra consulenza…. “ma come? noi eseguiamo! lei dovrebbe stendere le procedure…!” ma a ragion del vero abbiamo lavorato fianco a fianco anche con grandi ed esperti professionisti dai quali abbiamo potuto solo imparare. In conclusione mi trovo concorde con tutti ma temo che il nostro continuo lamento non apporterà cambiamenti sostanziali al sistema che è chiaro sia sbagliato, inadeguato, impreparato, obsoleto e corrotto. Qui in azienda siamo soliti sostenere che le persone vanno misurate dalle azioni che compiono e non dalle parole che emettono e che gli errori avvengono quando si fa perché non agire non produce alcunché.

    Pubblicato da Diamantech Consolidamenti Strutturali Srl | 25/06/2012, 16:14
    • Io sono convinto che un progettista medio sappia meno di quello che ditte come la vs. Possono conoscere data l’esperienza nel settore. Voi tutto il giorno vi occupate di consolidamenti, mentre un progettista lo fa occasionalmente. Ben vengano quindi i contributi di chi é costantemente immerso nella materia.

      Pubblicato da ingtorri | 25/06/2012, 16:35
  4. Bè… qui apriamo una lunga parentesi che riguarda l’apertura mentale spesso i titoli sono usati come scudi invalicabili ed è davvero difficile poter colloquiare ma come già detto questo non vale per tutti e ti capita il dott. ing. prof. sua eccellenza che ti guarda e dice: “ok fin qui abbiam fatto un ottimo lavoro, adesso sediamoci prendiamoci un bel caffè e discutiamo su come sia meglio procedere” Raro ma quando tecnici e esecutori collaborano spalla a spalla in cantiere i toni sono diversi e arrivare al raggiungimento degli obiettivi è una sfida che coinvolge tutti gli operatori.

    Pubblicato da Diamantech Consolidamenti Strutturali Srl | 26/06/2012, 10:07
    • Quando progettista, committente e impresa esecutrice (o subappaltatrice) lavorano in sintonia é la premessa per il successo dell’intervento. Condivido appieno.

      Pubblicato da ingtorri | 26/06/2012, 12:13

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